G8 di Genova, le immagini diventano prova: al MAIIIM la mostra che collega il 2001 alle indagini forensi di oggi

Dal 10 al 30 luglio “Punti di vista” rilegge il G8 di Genova attraverso video, fotografie e ricostruzioni audiovisive, mettendo in relazione le controinchieste nate dopo il 2001 con le pratiche internazionali di Forensic Architecture

A venticinque anni dal G8 di Genova, la memoria non passa più soltanto dal racconto di quei giorni, ma anche dal modo in cui immagini, video, registrazioni e dati hanno permesso di ricostruire fatti, responsabilità e versioni alternative a quelle ufficiali. È questo il cuore di “Punti di vista. Dal G8 di Genova alle pratiche forensi contemporanee”, la mostra che sarà inaugurata il 10 luglio alle 19 negli spazi del MAIIIM, in Calata Andalò Di Negro 15, e resterà aperta fino al 30 luglio.

Il progetto, curato da Carlo A. Bachschmidt, regista e consulente audiovisivo forense, è promosso dall’Associazione di promozione sociale Art Commission APS e da MAIIIM, con il sostegno del Comune di Genova, della Cgil Genova e dello Spi Cgil. All’inaugurazione interverranno lo stesso Carlo A. Bachschmidt e Igor Magni, segretario generale della Camera del Lavoro di Genova.

La mostra parte da una domanda che riguarda ancora oggi Genova e, insieme, il nostro presente: come si costruisce una verità pubblica in una società sommersa da immagini, filmati, riprese amatoriali, dati digitali e sistemi automatici di sorveglianza? Nel luglio 2001, durante e dopo il G8, fotografie, video giornalistici, registrazioni audio e riprese realizzate dai cittadini furono raccolti, sincronizzati e analizzati nei procedimenti giudiziari. Da quel lavoro nacquero pratiche di controinchiesta visiva allora sperimentali, ma capaci di anticipare metodi oggi utilizzati nelle investigazioni forensi internazionali.
“Punti di vista” trasforma quindi la memoria del G8 in una riflessione sul presente. Non si limita a ricordare cosa accadde a Genova, ma mostra come quelle immagini siano diventate strumenti di prova, verifica e contestazione. Nel percorso espositivo, fotografie e video non sono trattati come semplici documenti da guardare, ma come materiali da interrogare: fonti da confrontare, collocare nello spazio, sincronizzare nel tempo e sottoporre a verifica.
La prima sezione, “Frame G8 – Quattro punti di vista, un solo evento”, è dedicata alle immagini del G8 di Genova e alle pratiche di controinchiesta visiva sviluppate a partire dal 2002 nelle consulenze tecniche legate ai processi. Al centro c’è il montaggio multiquadrante sincronizzato, una metodologia allora pionieristica che permetteva di osservare uno stesso episodio da più angolazioni contemporaneamente. L’installazione presenta due video proiettati e pannelli esplicativi sul lavoro di montaggio, concentrandosi su due casi emblematici: il corteo dei Disobbedienti in via Tolemaide e il blitz alla scuola Diaz.
La seconda sezione, “Video & Image Forensic – Casi di investigazione internazionali”, allarga il campo alle pratiche contemporanee di investigazione audiovisiva attraverso il lavoro di Forensic Architecture, agenzia di ricerca interdisciplinare con sede alla Goldsmiths University di Londra. Il pubblico potrà avvicinarsi a casi internazionali come “A Cartography of Genocide”, “The Killing of Hind Rajab” e “The Black Boxes of Disappearance”, attraverso video, rapporti investigativi e pannelli che illustrano l’uso di fonti aperte, immagini satellitari, ricostruzioni tridimensionali, geolocalizzazione, sincronizzazione di fonti eterogenee e verifica delle evidenze digitali.
Il legame tra Genova 2001 e le pratiche forensi di oggi è il punto politico e culturale più forte della mostra. Le tecniche sviluppate dopo il G8 dalla Segreteria legale del Genoa Legal Forum vengono messe in relazione con metodi oggi riconosciuti a livello internazionale. Cambiano gli strumenti, diventano più sofisticati software, modelli tridimensionali e banche dati, ma resta identica la funzione: rendere visibile ciò che rischia di restare nascosto, verificare le testimonianze, ricostruire gli eventi e aprire uno spazio di responsabilità pubblica.
Il 13 luglio alle 21 è previsto anche il talk “Forensic investigation oggi”, dedicato al ruolo delle immagini nell’accertamento dei fatti. L’incontro partirà dall’esperienza genovese del G8 per arrivare ai casi internazionali affrontati da Forensic Architecture, discutendo il passaggio dell’immagine da semplice testimonianza a strumento di indagine. In un’epoca segnata da videosorveglianza diffusa, intelligenza artificiale e produzione continua di dati, la questione non è più soltanto che cosa vediamo, ma chi interpreta le immagini, con quali strumenti e per quali finalità.
Al confronto parteciperanno Davide Piscitelli, ricercatore di Forensic Architecture, Enrico Zucca, procuratore generale di Genova e figura centrale nei processi legati al G8 e alla Diaz, e Christian Vittorio Maria Garavello, critico e ricercatore che presenterà il libro “Estetiche investigative” di Eyal Weizman. A moderare sarà Marco Preve, giornalista di “La Repubblica”, che da anni segue temi legati a giustizia, diritti e G8 di Genova.
La mostra arriva in un anniversario particolarmente sensibile per la città. Genova, nel 2001, fu il luogo in cui la violenza istituzionale, la documentazione dal basso e la costruzione giudiziaria della prova si intrecciarono in modo decisivo. Venticinque anni dopo, “Punti di vista” riporta quella storia dentro il presente, mostrando che le immagini non sono mai neutrali da sole: diventano strumenti di verità solo quando vengono analizzate, contestualizzate e rese leggibili. E proprio per questo continuano a essere uno dei terreni più importanti del conflitto democratico contemporaneo.
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